Sabato 28 Marzo, presso la sala Consiliare del Comune di Narni, si è tenuta la Conferenza dal titolo: “Acqua oro blu”. La conferenza, patrocinata dallo stesso Comune, è stata organizzata dal Lions club di Narni ed ha visto la partecipazione di illustri relatori che, in presenza di un folto pubblico, hanno trattato temi strettamente legati all’inestimabile valore dell’acqua come fattore di produzione e di promozione delle attività socioeconomiche quali quelle legate ad alimentazione ed agricoltura, energia ed industria, imprese ed occupazione, nonché valutazioni socioculturali ed ambientali , inclusi gli utilizzi per fini culturali, naturalistici, ricreativi e spirituali.
L’organizzazione della Conferenza ha rappresentato per il Consiglio Direttivo del Lions club di Narni un impegno fortemente prioritario non soltanto per l’indiscusso valore ed interesse dei temi trattati quanto e soprattutto per onorare degnamente la memoria del compianto Franco Santarelli, già socio del club narnese, che a suo tempo fu ideatore e promotore instancabile di una tale lodevole iniziativa.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli e del Presidente del Lions club di Narni Manlio Orlandi hanno fatto seguito gli interessanti interventi sul tema magistralmente illustrati dai relatori :
Dr.Roberto Nini (Specialista di Archeologia medievale e fondatore del gruppo speleologico UTEC)
Dr.Marco Venanzi (Specialista in lettere moderne e ricerca in scienze storiche)
Dr.Giuseppe Fatati (già Responsabile Diabetologia presso Ospedale Santa Maria di Terni)
La correlazione tra i vari argomenti, trattati secondo una sapiente sequenza logico temporale, è stata curata dal moderatore del Convegno, Dr.Cesare Di Erasmo, attuale Segretario del Club narnese.
Nell’intervento di apertura il Dr. Roberto Nini ha evidenziato come nell’antichità classica, dopo i Greci e gli Etruschi,furono proprio i Romani ad eccellere nel trasporto e conservazione dell’acqua. A Narni una tale abilità ingegneristica è testimoniata da un’opera di altissimo valore archeologico: l’acquedotto della Formina. L’acquedotto, che rappresentava la principale fonte di approvvigionamento idrico-potabile della antica città di Narnia, raccoglieva le acque di sette sorgenti lungo un percorso di 13 chilometri con un dislivello di 62.5 metri. A tal proposito il Relatore ha illustrato, con dovizia di particolari, gli ingegnosi sistemi di captazione, trasporto e distribuzione delle acque che sono stati in funzione, seppur con opere di restauro, per circa duemila anni.
Il successivo intervento è stato curato dal Dr. Marco Venanzi che ha trattato il tema legato alla lotta per l’acqua nell’Umbria meridionale tra grandi imprese e le comunità locali tra l’Ottocento ed il Novecento. Il Relatore ha evidenziato come con l’arrivo della grande industria si sia modificata profondamente la gerarchia del territorio escludendo le comunità locali dalla gestione del patrimonio idrico di cui il territorio stesso era particolarmente ricco. Con il controllo dell’acqua per produrre forza motrice ed energia elettrica da parte delle imprese di grosse dimensioni con proprietà e management esterni si avviò un grande processo di trasformazione industriale e capitalistica che coinvolse il vasto territorio che si estendeva dall’area ternana e narnese, allo Spoletino, alla Valnerina, sino alla Sabina.
Ed infine il Dr. Giuseppe Fatati ha descritto il significato dell’Urban Health inteso come orientamento strategico che integra azioni di tutela e promozione della salute nella progettazione territoriale. Il Dr.Fatati ha sottolineato come la stretta integrazione tra l’Urban Health ed i fiumi miri a trasformare i corsi d’acqua in infrastrutture verdi e blu essenziali per il benessere collettivo. I fiumi urbani sono infatti fondamentali per l’Urban Health in quanto, se opportunamente riqualificati, possono avere un impatto positivo sulla salute dell’uomo e sulla qualità della vita riducendo il rischio di inondazioni, mitigando isole di calore, migliorando la biodiversità ed offrendo, nel contempo, spazi di socializzazione rigenerativi. Il Relatore ha infine posto particolare enfasi sul Progetto “Vivi bene Valnerina” che rappresenta un concreto esempio di Urban Health attraverso la riutilizzazione di un’area aggregativa sportiva ubicata in prossimità della Cascata delle Marmore e soprattutto tramite il recupero, la valorizzazione ed integrazione dei percorsi pedonali lungo il fiume Nera.
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